Sulla strada
Pomeriggio da solo in un po’ troppa toscana… diceva una vecchia canzone di Vecchioni.
Io invece torno ora da un week-end con i figli in un po’ poca toscana: un viaggetto ontheroad di quelli che piacciono a me, con le destinazioni appena abbozzate che si modificano a seconda dell’umore, della strada, delle sensazioni…
Che per me è il modo migliore di viaggiare: senza l’ansia di arrivare ma con il piacere di andare, ci si sintonizza con il paesaggio, si vedono i luoghi con occhio diverso, ci si ferma spesso e si entra anche se per poco in microcosmi sconosciuti fatti di silenzi, di profumi, di colori, di facce sconosciute che incroci un’attimo e non vedrai mai più…
La Vanda si è comportata benissimo, i figli si sono comportati benissimo, i ristoratori con cui siamo venuti in contatto si stanno ancora sfregando le mani…
Peccato solo che è durato poco.
Chi indovina i luoghi delle foto?
L’estate sta finendo…
…e un anno se ne va
sto diventando grande
lo sai che non mi va.
Ho sempre avuto una tradizione, fin da piccolo: ho sempre dato un nome alle biciclette che ho avuto, perchè mi ci affeziono. L’ultima in ordine di tempo è stata Melampo, e tutti qui sapete come è andata a finire, non starò ad annoiarvi ancora con la sua triste storia…
Quella che più mi è rimasta nel cuore è stata Fulmine, che è stata con me per ben 18 anni: un’eternità . Compagna di mille avventure, amica inseparabile e fedele, si è mortalmente offesa quando non ho scelto lei per andare sul cammino di Santiago e da quel momento non è stata più la stessa: aveva capito che il suo tempo era giunto… L’ho riportata dallo spacciatore di biciclette dove l’avevo presa anni prima per concederle il riposo dei giusti, ed in cambio ho scelto Melampo… una specie di passaggio di consegne.
Ora dopo il trauma della perdita improvvisa di Melampo sono tornato dallo spacciatore che mi ha messo una mano sulla spalla e mi ha detto: “mi dispiace, ma così và la vita!” e mi ha accompagnato in un salone dove in mezzo a tante altre c’era lei: la figlia di Melampo. E’ stato amore a prima vista: l’ho portata subito con me ma ancora non l’ho fatta uscire, ormai è più di un mese che è chiusa nel retro del mio ufficio: la lucido, le ho comprato tutti gli accessori che le servono, ma il trauma è ancora fresco. Ho ancora paura che faccia la fine di Melampo, aspetto che il casino di Agosto si depositi e torni la calma… e poi non le avevo ancora trovato un nome.
Ma ora da qualche giorno anche lei ha un nome ed è entrata ufficialmente a far parte della famiglia… insieme a sua cugina, d’altronde sono arrivate nello stesso giorno.
Amici, fratelli, popol mio… vi presento la Vanda e la Luisa







