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giu 28

Vincenzo

Posted on giovedì, giugno 28, 2007 in Racconti

Vincenzo viene da Salerno. I suoi vendono i giubbotti di pelle al mercato e si fanno un culo così  sette giorni a settimana per guadagnare quattrosoldi e mandare avanti la famiglia, mentre lui è un testadicazzo che si vergogna di essere terrone e di avere due genitori terroni e poveri.
Si fa chiamare Vinni, va in giro sempre vestito all’ultima moda e cambia un telefonino al mese; e dove cazzo li prende i soldi?
Li ruba agli altri, semplice. Aspetta i fighetti figli dei ricchi all’uscita di scuola, ne avvicina uno e gli dice: “dammi 50 euri altrimenti ti rompo le ossa”  E se quello prova a protestare Vinni tira fuori un coltello di quelli a serramanico e lo fa scattare sotto agli occhi del fighetto, così quello si caga addosso e tira fuori i soldi.
Bravo, gli dice, la settimana prossima ne voglio altri 50.
Così dopo un po’ di tempo si è fatto il suo giro di sponsor che lo mantengono e adesso sembra un fighetto arricchito anche lui.  Si è anche comprato lo scooter nuovo.
A me sta sul cazzo non poco, però mi faccio i cazzi miei e se lo incontro faccio finta di non vederlo: tu non rompi le palle a me e io non rompo le palle a te.
Però altro giorno ha esagerato: c’era questo fighetto biondino che stava accompagnando a casa la sorellina piccola, avrà avuto sei o sette anni. Vinni li ha visti e si è avvicinato, e mentre faceva la solita scena del coltello ha preso la mano della bambina e le ha detto: adesso tu vieni un po’ con me e fai la brava vero?
Il fighetto allora invece che cagarsi addosso come fanno tutti di solito, ha detto lascia stare mia sorella brutto testa di cazzo. Vinni si è incazzato e gli ha mollato un pugno nello stomaco, e mentre il fighetto era a terra che si rotolava si è inginocchiato di fronte alla bambina e le ha detto: ciao piccolina, io e te ci vediamo presto, e l’ha accarezzata fra le gambe .
Poi si è rialzato, ha mollato un calcio al fighetto che ancora si rotolava e gli ha detto: e da te domani ne voglio 100.
E se ne è andato verso il suo scooter. Mentre metteva in moto mi ha visto e mi ha gridato: Mortadella, tu che cazzo hai da guardare? Cazzo vuoi?
Per fortuna avevo la mano in tasca… E io non ho girato la testa dall’altra parte come al solito ma gli ho sorriso, e mentre lui partiva sgommando sfanculandomi ad alta voce sorridevo ancora…
Poi ho chiamato la Queen, che per una cosa così serve la sua approvazione. E quando lei mi ha detto “Bravo Mortadella, fai la cosa giusta. Anzi, vieni a casa mia che lo facciamo da qui” mi sono sentito veramente uno giusto.
Abbiamo attaccato il mio telefonino al portatile della Queen e abbiamo scaricato il filmato… Cazzo che figata di telefono, da non credere: il video era perfetto e soprattutto l’audio era eccezionale, si sentiva tutto.
Abbiamo salvato il file e lo abbiamo postato si Youtube con il nome “Vincenzo Cannavacciuolo detto Vinni rapina i compagni di scuola e li picchia”.
Poi la Queen, che è una smanettona da paura, ha inviato una mail anonima con il link al video a tutta la scuola, e anche alla Preside e a tutti i professori, e alla fine ha postato il link su un casino di blog di suoi amici chiedendo di diffonderlo… Insomma come ha detto lei abbiamo fatto un po’ di social networking, che io non lo so bene cosa voglia dire ma lei dice che funziona e che fra qualche giorno a Vinni lo vengono a prendere i carabinieri a scuola.
Và che sfiga Vinni, trovarsi lì proprio mentre io provavo il mio telefonino nuovo.

mag 30

Mortadella

Posted on mercoledì, maggio 30, 2007 in Racconti

Mi chiamo Mortadella… anzi no, mi chiamo Franco ma tutti mi chiamano Mortadella.
Ho 15 anni e peso 112 chili, e a scuola mi hanno dovuto fare una sedia su misura perchè le altre si rompono tutte.
La scuola è bella, si imparano un sacco di cose e si conosce un sacco di gente simpatica e interessante. Io ho un sacco di amici a scuola, perchè sono bravo e spesso faccio i compiti anche per quelli che sono meno bravi. Poi loro in cambio mi regalano quello che più mi piace al mondo: panini con la mortadella.
La mamma a casa non me li fa mangiare perchè dice che devo dimagrire, mi prepara sempre delle cose schifose che a me non piacciono, e così ho sempre fame.
L’anno scorso però ho avuto un’idea. E’ stato quando la mamma era caduta dalle scale e non respirava più.
Ho capito subito che era morta perchè avevo visto tutta la serie di CSI alla tele e così le ho toccato il collo e ho sentito che il cuore non batteva più. Ho pensato: che peccato buttare via tutta questa carne, così ho cercato su internet la ricetta per fare la mortadella…
Non è stato facile, non sono andato a scuola per un paio di giorni e a un certo punto ho chiamato il mio amico Gigi per farmi aiutare, ma alla fine ce l’abbiamo fatta.
Papà era fuori per lavoro e quando è tornato ha chiesto: dov’è quella troia di tua mamma? Io ho risposto che non la vedevo da due giorni e lui ha detto: sarà scappata col negro, la troia… meglio così tanto non la sopportavo più. E poi si è steso sul divano a guardare la partita.
Adesso vi devo lasciare però, mi è venuta fame.
Quasi quasi mi faccio uno spuntino…