Vincenzo
Vincenzo viene da Salerno. I suoi vendono i giubbotti di pelle al mercato e si fanno un culo così sette giorni a settimana per guadagnare quattrosoldi e mandare avanti la famiglia, mentre lui è un testadicazzo che si vergogna di essere terrone e di avere due genitori terroni e poveri.
Si fa chiamare Vinni, va in giro sempre vestito all’ultima moda e cambia un telefonino al mese; e dove cazzo li prende i soldi?
Li ruba agli altri, semplice. Aspetta i fighetti figli dei ricchi all’uscita di scuola, ne avvicina uno e gli dice: “dammi 50 euri altrimenti ti rompo le ossa” E se quello prova a protestare Vinni tira fuori un coltello di quelli a serramanico e lo fa scattare sotto agli occhi del fighetto, così quello si caga addosso e tira fuori i soldi.
Bravo, gli dice, la settimana prossima ne voglio altri 50.
Così dopo un po’ di tempo si è fatto il suo giro di sponsor che lo mantengono e adesso sembra un fighetto arricchito anche lui. Si è anche comprato lo scooter nuovo.
A me sta sul cazzo non poco, però mi faccio i cazzi miei e se lo incontro faccio finta di non vederlo: tu non rompi le palle a me e io non rompo le palle a te.
Però altro giorno ha esagerato: c’era questo fighetto biondino che stava accompagnando a casa la sorellina piccola, avrà avuto sei o sette anni. Vinni li ha visti e si è avvicinato, e mentre faceva la solita scena del coltello ha preso la mano della bambina e le ha detto: adesso tu vieni un po’ con me e fai la brava vero?
Il fighetto allora invece che cagarsi addosso come fanno tutti di solito, ha detto lascia stare mia sorella brutto testa di cazzo. Vinni si è incazzato e gli ha mollato un pugno nello stomaco, e mentre il fighetto era a terra che si rotolava si è inginocchiato di fronte alla bambina e le ha detto: ciao piccolina, io e te ci vediamo presto, e l’ha accarezzata fra le gambe .
Poi si è rialzato, ha mollato un calcio al fighetto che ancora si rotolava e gli ha detto: e da te domani ne voglio 100.
E se ne è andato verso il suo scooter. Mentre metteva in moto mi ha visto e mi ha gridato: Mortadella, tu che cazzo hai da guardare? Cazzo vuoi?
Per fortuna avevo la mano in tasca… E io non ho girato la testa dall’altra parte come al solito ma gli ho sorriso, e mentre lui partiva sgommando sfanculandomi ad alta voce sorridevo ancora…
Poi ho chiamato la Queen, che per una cosa così serve la sua approvazione. E quando lei mi ha detto “Bravo Mortadella, fai la cosa giusta. Anzi, vieni a casa mia che lo facciamo da qui” mi sono sentito veramente uno giusto.
Abbiamo attaccato il mio telefonino al portatile della Queen e abbiamo scaricato il filmato… Cazzo che figata di telefono, da non credere: il video era perfetto e soprattutto l’audio era eccezionale, si sentiva tutto.
Abbiamo salvato il file e lo abbiamo postato si Youtube con il nome “Vincenzo Cannavacciuolo detto Vinni rapina i compagni di scuola e li picchia”.
Poi la Queen, che è una smanettona da paura, ha inviato una mail anonima con il link al video a tutta la scuola, e anche alla Preside e a tutti i professori, e alla fine ha postato il link su un casino di blog di suoi amici chiedendo di diffonderlo… Insomma come ha detto lei abbiamo fatto un po’ di social networking, che io non lo so bene cosa voglia dire ma lei dice che funziona e che fra qualche giorno a Vinni lo vengono a prendere i carabinieri a scuola.
Và che sfiga Vinni, trovarsi lì proprio mentre io provavo il mio telefonino nuovo.
Maicol
Mi chiamo Maicol e ho 16 anni, vado a scuola tutte le mattine ma non apro mai bocca, se i profe mi interrogano alzo le spalle e faccio finta di non capire, poi loro mi mettono una nota sul diario e dicono che vogliono parlare con i miei, ma i miei non si presentano mai.
Mami di giorno dorme perchè di notte lavora, va a battere nel parcheggio del centro commerciale e quando torna è stanca morta. Una mattina è tornata coi vestiti strappati e la faccia sporca di sangue:
Mami che hai fatto? Le ho chiesto.
Fatti i cazzi tuoi e vai a scuola Maicol. E non dire niente a quello stronzo di tuo padre, mi raccomando.
Papi sta tutto il giorno al bar con i suoi amici, tranne quando viene a casa per mangiare e se non trova pronto in tavola sono cazzi. Caccia un calcio nel culo a mami e uno schiaffo a me, tira una sedia contro il muro e poi va a mangiarsi un kebab dal tunisino sotto casa.
Io a scuola vendo il fumo ma da grande voglio diventare come a mio zio Vito, che lui ce l’ha fatta a uscire da questa vita di merda.
Lui adesso fa la guardia del corpo di Kaled il boss e va in giro sempre vestito bene e con gli occhiali a specchio e la pistola sotto alla giacca che gli si vede sempre il gonfiore.
Lui dice che io c’ho la stoffa della guardia del corpo, che c’ho lo sguardo vigile e la faccia da duro, ma che prima devo imparare a sparare bene e poi che devo fare un bel po’ di gavetta. Dice che intanto devo vendere il fumo e stare zitto al mio posto, che così Kaled è contento di me e tra qualche anno mi fa fare qualche lavoretto più importante, e che così va il mondo: che cazzo voglio? un passo alla volta senza rompere i coglioni.
Così ieri ho preso a Mortadella nel bagno e gli ho detto che se mi aiuta a vendere il fumo io gli porto tutti i giorni due panini pieni zeppi di mortadella, che a lui la mortadella lo fa sbavare come un cane pitbull quando vede un bambino che corre.
E sapete cosa mi ha risposto quel ciccione imbecille che sarà anche finocchio? Mi ha detto che non gliene frega un cazzo del mio fumo, che tanto lui di mortadella ha la casa piena e ne può mangiare due kili al giorno che non la finirà mai lo stesso.
Ma vaffanculo ciccione di merda, adesso mi hai fatto incazzare. Ma chissà dove l’avrà presa poi tutta quella mortadella che non ha mai un soldo nelle tasche… ma sarà vero poi?
Devo chiedere a quella troia della Queen, che lei sa sempre tutto.
Tramonto
La mia Kodak, il mio mare, i miei occhi…
Si dice che i bravi fotografi riescano a condensare nell’istante dello scatto tutte le loro emozioni e che ogni loro foto racconti una storia. Non mi ritengo un bravo fotografo, ma questa mi e’ venuta bene, che ne dite?


