Conoscenti
Conosco uno che si chiama Mago.
Pensavo fosse un soprannome, poi invece ho scoperto che si chiama veramente Mago… di nome intendo… mi ha fatto vedere la carta di identità …
Ma volete ridere veramente?
Di cognome fa Galbusera…..
Reunion

Gli anni settanta se ne stavano andando, vivevamo in quel periodo di mezzo che separa un periodo storico da un altro, ma il brutto era che non lo sapevamo.
Trascorrevamo i nostri ultimi giorni da adolescenti senza più punti di riferimento musicali precisi: il punk aveva spazzato via tutto, non era vera musica, ma a forza di calci e sputi aveva definitivamente reso vecchia la musica intellettuale e cerebrale che ci aveva tenuto vivi e pensanti fino a poco tempo prima.
Poi il punk era finito, così velocemente come era arrivato era anche sparito. Una vita breve ma intensa capace di afferrare le budella di una generazione e stringerle tanto da fare male, per poi lasciare il vuoto una volta mollata la presa.
Ecco come ci sentivamo in quel finire di anni settanta: come con lo stomaco vuoto e dolorante, svuotati di tutto dopo avere vomitato quello che avevamo dentro, buono o cattivo che fosse. Vuoti. Ed in attesa di qualcosa che riempisse quel vuoto.
Nella nostra fin lì breve vita si ragionava in termini di mesi: quindi Pink Floyd e Genesis appartenevano al nostro passato remoto, i Sex Pistols al nostro passato più recente, e non vedevamo ancora niente all’orizzonte.
La musica sembrava non avere futuro.
Mesi di noia mortale scanditi da un vuoto totale di idee e di stimoli.
Musica elettronica, atmosefere post-lisergiche, suoni metallici generati da strumenti nuovi di cui si faceva fatica a pronunciare il nome… Niente e nessuno a cui ci si potesse appassionare se non qualche piccola perla solitaria.
Poi un giorno arrivarono loro.
Erano in tre, si facevano chiamare the Police, sembravano dei punk ma appena attaccavano a suonare capivi subito che del punk avevano preso solo l’aspetto e l’energia, perchè la musica era musica vera, una mescolanza di tutto quello che di buono era stato fatto fino a quel momento. Rock, reggae, punk, elettronica… Tutto fuso insieme a creare un suono per il quale si dovevano inventare aggettivi nuovi.
E musica soprattutto, musica suonata bene e suonata con energia, con un entusiasmo positivo che da tempo avevamo scordato, musica fatta per prenderti le gambe e per costringerti a muovere. Un’energia potente come le bombe che avevamo visto esplodere fino a qualche anno prima, solo che questa volta non erano bombe che uccidevano ma bombe che risvegliavano. Bombe che ti davano energia, un’energia nuova, un pulsare nuovo che non ti colpiva alla testa ma ti prendeva lo stomaco e te lo riscaldava.
Giri di basso ipnotici, una batteria violenta ma secca e precisa, una chitarra elegante e incondìfondibile, la voce acida di Sting a condire il tutto: un sound nuovo che stava per rivoluzionare ancora una volta il mondo della musica, e noi eravamo lì a fare da testimoni.
Ero uno dei tanti al Palasport di Reggio Emilia a saltare sotto al palco e a gridare Roxanne a squarciagola assieme a quei tre scatenati che sembravano divertirsi più di noi.
Sarò uno dei tanti che torneranno a vederli dal vivo dopo l’annuncio della reunion.
Vendetta

Metti che tu vivi da anni a fianco di un supermercato.
Metti che da anni la mattina per uscire con la macchina devi fare una piccola Parigi-Dakar fra i camion dei fornitori parcheggiati dove capita.
Metti che spesso devi andarti a cercare l’autista del camion che ti blocca l’uscita e che quando lo trovi lui ti dica con la faccia più stupita del mondo: sto lavorando. Cme se tu invece dovessi andare a a divertirti.
Metti che chiasso, confusione e spazzatura abbandonata sono da anni il panorama che vedi dalla finestra.
Metti che tu sei anche una personcina civile e di buon senso, ma che quando è troppo è troppo, e metti anche che nel tuo intimo covi segretamente un nemmeno tanto vago sentimento di vendetta contro il suddetto supermercato.
Ma che fare? Finora la mia protesta si esplicava solamente non portando soldi nelle sue casse: non ci faccio mai la spesa, anche se questo mi costa fare della strada in più.
Poi ieri sera il colpo di fortuna: rientro a casa tardi dopo una serata di bagordi, saranno state le 3 e mezza e cosa ti vedo? Il camion maledetto del Pollo Aia che sta trafficando parcheggiato come al solito in mezzo alla strada. Vedo l’autista sparire sul retro del supermarket e poi salire sul camion e andarsene.
A quel punto la tentazione è irresistibile: vado a vedere e trovo uno scatolone pieno di pollli e spiedini di pollo. Non ci penso nemmeno un attimo.
Ora ho il frigo pieno: sto pensando di organizzare un pollo-party per il vicinato.
Voi che dite?
Si tratta di furto o una specie di risarcimento danni?
